Gianni Rivera: vita e record del campione rossonero detto "golden boy"

Gianni Rivera

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Calcio
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Gianni Rivera

Gianni Rivera, anche detto il "Golden Boy", è stato uno dei calciatori più forti e talentuosi della storia del calcio italiano. E’ stato il primo Pallone d’oro non oriundo italiano nel 1969 ed è considerato come uno dei più grandi numeri 10 della storia del calcio. Ha disputato ben 19 stagioni consecutive nel Milan, di cui ben1 2 da capitano, e con le sue 128 reti segnate è il centrocampista più prolifico nella storia della Serie A.

Biografia

Gianni Rivera è nato ad Alessandria il 18 agosto 1943 figlio di un ferroviere e di una casalinga. Fratello maggiore di Mauro, Gianni Rivera si iscrisse alle scuole tecniche per poi abbandonarle per tentare la carriera da calciatore. Ebbe la sua prima figlia, Nicole, nel 1977 dalla soubrette Elisabetta Viviani, mentre ha avuto dalla moglie Laura Marconi altri due figli: Chantal (1994) e Gianni 1996).

L'esordio di Gianni Rivera fu nelle giovanili dell’Alessandria e il suo debutto in Serie A giovanissimo, a meno di 16 anni. Nel 1960 avvenne la svolta della sua carriera con il trasferimento al Milan, squadra con cui trascorse tutta la sua carriera arrivando a vincere 3 scudetti, 4 Coppe Italia, 2 Coppe dei Campioni, 2 Coppe delle Coppe e 1 Intercontinentale.

Gianni Rivera divenne capitano della squadra rossonera nella stagione 1966-67, l’anno successivo vinse lo Scudetto e nella stagione 1968-69 fu tra i protagonisti assoluti della vittoria della Coppa dei Campioni nella finale vinta contro l’Ajax per 4 a 1. Rivera è stato l’unico giocatore rossonero assieme a Giovanni Trapattoni ad aver disputato entrambe le finali di Coppa dei Campioni del 1963 e del 1969. Non solo, fu anche protagonista con un gol della vittoria della Coppa Intercontinentale contro l’Estudiantes.

Dotato di una classe straordinaria, Gianni Rivera era amatissimo dai tifosi ed ebbe modo di mostrare il suo talento anche con la maglia della Nazionale. Nel 1968 Gianni Rivera vinse gli Europei con gli azzurri e partecipò da protagonista anche ai Mondiali del 1970.

Negli anni successivi ianni Rivera ebbe alcuni problemi derivanti proprio alle controversie avute con l’ambiente in occasione degli sfortunati Mondiali di Messico 1970. Nel 1972, Rivera venne squalificato per 3 mesi e mezzo a seguito di alcune insinuazioni sul selezionatore arbitrale. Nonostante il periodo difficile comunque, la stella rossonera riuscì a laurearsi capocannoniere con 17 reti e conquistò la Coppa delle Coppe e la Coppa Italia. A seguito di alcuni malumori e di acredini con il presidente del Milan acuite dall’allontanamento di Rocco, Rivera annunciò il suo ritiro dall’attività agonistica nel maggio 1975, ma cambiò idea e grazie a un cambio nella dirigenza e al ritorno di Rocco tornò in rossonero nel novembre 1975.

Ormai avanti con l’età, Gianni Rivera trionfò ancora in Coppa Italia nella stagione 1976-77 e la stagione successiva, trentaseienne, partecipò da protagonista alla vittoria del decimo scudetto del Milan. In questa stagione Rivera celebrò anche le sue 500 presenze in Serie A e nel giugno 1979 annunciò il suo definitivo ritiro dal calcio giocato.

Nel corso della sua lunga e vincente carriera, Gianni Rivera polemizzò più volte sia con gli arbitri che con i giornalisti, rei di non apprezzarne a pieno il talento e di criticarlo in modo eccessivo. Il campione del Milan ebbe modo di polemizzare anche con la Gazzetta, da lui accusata di fare eccessive ingerenze sulla Nazionale suggerendo quale formazione gli allenatori avrebbero dovuto mettere in campo.

Con la maglia azzurra Gianni Rivera ha totalizzato ben 60 presenze e 14 reti disputando per 4 Mondiali al pari di Cannavaro, Bergomi, Zoff, Albertosi e Maldini e secondo solo a Gigi Buffon con 5 partecipazioni.

Una volta finita la carriera di calciatore, Gianni Rivera si è interessato in prima persona alla politica a partire dal 1987 ed ha ottenuto il titolo di Commendatore all’Ordine al merito della Repubblica Italiana.

Inoltre, nel 2000 la IFFHS ha pubblicato la speciale classifica dei giocatori migliori del XX secolo inserendo Gianni Rivera al ventesimo posto. Anche nel 2004 è stato inserito da Pelè e dalla FIFA nella lista dei 125 più grandi calciatori viventi.

Alessandria (1958-60): 26 presenze, 6 reti
Milan (1960-1979): 658 presenze, 164 reti
Nazionale: 60 presenze, 14 reti

Curiosità: da calciatore a dirigente a politico

Quando Gianni Rivera annunciò il suo addio al calcio, venne nominato vice presidente dall’allora presidente del Milan Felice Colombo e mantenne questo ruolo fino al 1986 pur non ottenendo dei buoni risultati. A seguito dello scandalo legato al Totonero, inoltre, il presidente Colombo venne inibito e il Milan venne retrocesso in Serie B per la prima volta per giudizio sportivo. Rivera divenne presidente ma nel 1981 dovette affrontare la seconda retrocessione, questa volta sul campo.

Con l’arrivo di Silvio Berlusconi nel 1982, Gianni Rivera rimase nella dirigenza per poi lasciare irrevocabilmente la carica per incompatibilità con il nuovo presidente. Fu quella la sua ultima avventura nel mondo del calcio prima di essere chiamato, nel 2010, dal presidente Giancarlo Abete come presidente del Settore Giovanile della FIGC.

Non solo calcio, comunque, in quanto nel 1987 Rivera ricevette la proposta a candidarsi alla Camera dei deputati per le elezioni politiche con la Democrazia Cristiana. Dopo essere stato eletto, venne riconfermato anche nel 1992 e poi ancora nel 1994 con la lista del Patto Segni e nel 1996 con l’Ulivo. Confluito nei Democratici di Romano Prodi e poi nella Margherita, Rivera venne anche nominato Sottosegretario alla Difesa per i governi Prodi I, D’Alema I e II e Amato II. Dopo aver accettato la proposta di consigliere per le politiche sportive del Comune di Roma, nel 2005 è subentrato a Mercedes Bresso come deputato del Parlamento Europeo. Nel 2008 aderì al centrista “Rosa per l’Italia” e nelle Europee del 2009 si candidò con l’UDC senza riuscire a farsi rieleggere.

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