La fallacia dello scommettitore: cos'è? Come non cadere nel tranello

La fallacia dello scommettitore

La fallacia dello scommettitore
Calcio

La fallacia dello scommettitore

E’ parere comune tra gli scommettitori che le probabilità di sortita di un evento sportivo a quota fissa mutino a seconda degli eventi correlati avvenuti in precedenza. Questa illusoria convinzione è nota negli ambienti dell’azzardo professionale come fallacia dello scommettitore (conosciuta anche col termine inglese “Gambler’s Fallacy” oppure abbaglio dello scommettitore) ed emerge in particolare nell'ambito della Roulette, dove schiere di ingenui giocatori incalliti si ostinano a puntare sul nero dopo una certa sequenza di rossi consecutivi. Sbagliando!

Supponiamo una sequenza di dieci rossi consecutivi: quale sarebbe ora la probabilità di uscita del nero? Maggiore rispetto al rosso? Naturalmente no: resta sempre del 50%, uguale a quella del rosso in uscita per l’undicesima volta di fila. Bene per il Casinò, ma si può dire lo stesso per le scommesse sportive a quota fissa? In caso affermativo, andrebbero "a carte e quarantotto" tutte le meraviglie glorificate dai fautori dei più popolari metodi di progressione, dal D’Alembert alla Martingala, per arrivare a quelli oggi più in auge come il Masaniello e Fibonacci.

Nate dall'ingegno di sedicenti o più noti matematici, le progressioni consistono nell'aumentare o diminuire l’importo scommesso sulla base delle perdite accumulate in precedenza. Il problema è che, andando incontro a ripetuti esiti negativi, l’unico modo per recuperare rimarrebbe l’esposizione esponenziale del proprio capitale, fino all'inevitabile bancarotta.
Ovviamente nel calcio, come in discipline sportive analoghe, i risultati delle partite non sono così rigorosamente indipendenti l’uno dall'altro come i “casuali” rimbalzi della pallina sulla Roulette e la perizia degli esperti, con la loro capacità più o meno comprovata di prevedere l’esito di gare e incontri, rimane pur sempre preservata. Ma il pericolo dell’abbaglio è sempre dietro l’angolo!

Per esempio, supponiamo che un pugile abbia vinto la metà dei suoi incontri negli ultimi 5 anni. Immaginiamo anche che quest’anno abbia già perso 5 incontri di fila e che gliene rimangano altri 5 da disputare. Se cadessimo nel tranello di ritenere che, dato il suo record personale, le sue probabilità di vittoria ora siano aumentate, allora saremmo anche noi vittime involontarie della fallacia dello scommettitore. Inoltre, non terremmo conto del fatto che, in tutta probabilità, un pugile uscito sconfitto dagli ultimi cinque incontri si troverebbe ora in un periodo di forma negativo e dunque molto più prossimo ad un’altra sconfitta che ad un improbabile riscatto.

Continueremo dunque a farci del male con le progressioni? Certamente. Cosa sarebbe la vita di uno scommettitore senza l’illusione di poter diventare milionario, un giorno? O quantomeno di riuscire a dimostrare di essere più furbo dei tanto vilipesi bookmakers…?
Il pronostico sull'esito della competizione rimane ancora pur sempre un enigma da indovini, le cui ‘dritte’ in ultima analisi devono il loro estemporaneo successo al felice intuito e allo spirito d’osservazione dell’esperto. Meglio a nostro avviso virare, ai fini pratici delle scommesse sul calcio e sportive in generale, sul totale delle reti segnate, una tipologia di giocata per la quale anche l’astrologia può offrire al giocatore quel ‘margine’ di vantaggio sui bookmakers che alla lunga garantisce un consistente profitto, come esposto compiutamente nel nuovo eBook Manuale di Astrologia del Calcio.

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